martedì 11 marzo 2008

13 Sfere

Il sacchetto è di un anonimo blu cobalto, e muovendolo si sentono oggetti che suonano sfiorandosi.
L’apro curioso come un bimbo a Natale e dall’interno mi sorridono 13 sfere bianche, sul fondo intravedo una corda di cuoio.
Il sorriso si trasferisce sul mio volto, mi giro per guardarti ed il tuo corpo nudo solletica le mie perversioni dolcemente disteso sul divano.
Rilassata e compiaciuta mi osservi, mentre devotamente infilo le sfere nella corda per preparare il nostro nuovo giocattolo.
Infine è pronto, come le tue gambe che si aprono al mio sguardo.
Una alla volta le infilo dolcemente, sfiorando con il pollice la clitoride per scuotere il tuo corpo dalla dolorosa contrazione di piacere.
Per tredici volte la tua carne si apre al passaggio, mangiandosi centimetri di cuoio e sfere bianche che risaltano sul roseo delle tue piccole labbra.
Non mi accontento certo del tuo piacere, voglio la tua perdizione. L’abbandono sublime al gesto, la resa incondizionata del tuo corpo.
Le sfere diventano perlacee grazie ai tuoi umori che scivolano fuori gridandomi quello che accade nella tua mente. Il ruscello dove si disseta il mio schifoso animo perverso. Il nutrimento del lascivo diavolo.
Voglio di più. Voglio i tuoi orgasmi gridati, voglio decidere quando puoi e devi godere.
Infilo l’indice nelle tue profondità e solo un sottile strato di carne divide il mio polpastrello dalle sfere.
Con leggeri movimenti sincopati della punta del dito, le obbligo a smuoversi dentro di te, saltellando e scuotendosi nello scrigno della vita.
Signore del tuo piacere.
13 sfere.
13 pensieri peccaminosi.
13 sospiri.
13 orgasmi.



martedì 26 febbraio 2008

Pillow Tales

Quando Dio creò la prima immagine d’argilla di un essere umano vi dipinse sopra gli occhi, le labbra e il sesso.

Quindi vi dipinse su il nome di ogni persona affinché il suo possessore non potesse mai dimenticarlo.

Se Dio era soddisfatto della sua creazione, dava vita all’immagine d’argilla dipinta firmandola con il Suo proprio nome.

mercoledì 2 gennaio 2008

Perle

Sei ancora più lucente nuda.
Plasticamente adagiata sulla poltrona ti accarezzi le gambe.
Sai bene cosa fai e perché lo fai.
Mia personale sirena.
Mia afrodisiaca visione.
Morditi quelle labbra per me.
Umide e rosee, come la figa che ora mi offri oscena.
Non ti masturbi, l’apri per me, la stuzzichi per stuzzicarmi.

Finalmente hai capito.
Ti chiedevi perché fissavo la collana.
Adesso lo sai, adesso ci sei arrivata.
La togli e nelle tue mani diventa lo strumento di piacere che desidero.
Lasci che dolcemente schiudano le labbra ad ogni grano.
Una per una, ad ogni perla mi regali un’occhiata maliziosa.
Raccogli infine tutta la collana.
Poco alla volta la infili dentro.
Solo poche perle restano fuori.
Il necessario per non perderla in te.
Stringi ed allarghi le gambe, sbavando del piacere provocato.
Infine, lasciva, lentamente, sfili ogni singola coppia di perle.
Ogni sfera un sospiro.
Ogni sfera un piacere.
Ogni sfera un passo verso l’orgasmo.
Recitando,
il nostro personalissimo rosario.