Il
sacchetto è di un anonimo blu cobalto, e muovendolo si sentono
oggetti che suonano sfiorandosi.
L’apro
curioso come un bimbo a Natale e dall’interno mi sorridono 13 sfere
bianche, sul fondo intravedo una corda di cuoio.
Il
sorriso si trasferisce sul mio volto, mi giro per guardarti ed il tuo
corpo nudo solletica le mie perversioni dolcemente disteso sul
divano.
Rilassata
e compiaciuta mi osservi, mentre devotamente infilo le sfere nella
corda per preparare il nostro nuovo giocattolo.
Infine
è pronto, come le tue gambe che si aprono al mio sguardo.
Una
alla volta le infilo dolcemente, sfiorando con il pollice la
clitoride per scuotere il tuo corpo dalla dolorosa contrazione di
piacere.
Per
tredici volte la tua carne si apre al passaggio, mangiandosi
centimetri di cuoio e sfere bianche che risaltano sul roseo delle tue
piccole labbra.
Non
mi accontento certo del tuo piacere, voglio la tua perdizione.
L’abbandono sublime al gesto, la resa incondizionata del tuo corpo.
Le
sfere diventano perlacee grazie ai tuoi umori che scivolano fuori
gridandomi quello che accade nella tua mente. Il ruscello dove si
disseta il mio schifoso animo perverso. Il nutrimento del lascivo
diavolo.
Voglio
di più. Voglio i tuoi orgasmi gridati, voglio decidere quando puoi e
devi godere.
Infilo
l’indice nelle tue profondità e solo un sottile strato di carne
divide il mio polpastrello dalle sfere.
Con
leggeri movimenti sincopati della punta del dito, le obbligo a
smuoversi dentro di te, saltellando e scuotendosi nello scrigno della
vita.
Signore
del tuo piacere.
13
sfere.
13
pensieri peccaminosi.
13
sospiri.
13
orgasmi.


