domenica 16 dicembre 2007

Mi Tiri Scema

Eccomi sopra di te.
Tra le tue lunghe gambe affusolate.
Non ti penetro profondamente.
Oggi ti tiro scema.

Appoggio la punta al tuo grilletto,
maliziosamente lo sposto strusciandolo.
Ossessivamente offro piccole percussioni.
Incessante, apro le tue piccole labbra
Per poi ritrarmi.
Scappo sopra e sotto giocando con le tue voglie.
Punta cattiva che si fa desiderare.
Estremità feroce che morde e fugge.
Perfido duro che apre e non entra.

I tuoi occhi pregano.
Le tue pupille acquose di desiderio.
Il tuo sguardo idolatrante.
La tua bocca giocosa.
I tuoi seni che mi attirano.
Le tue braccia che cingono.

Preghi per essere portata in paradiso.
Sorseggi il calice perverso dei miei giochi.
Oscena mi inviti.
Libera mi offri ogni tua cellula.
Vinta, godi del gioco negato.
Rapita, abbandonata al mio gioco.
Sciolta dagli spasmi della tua figa.
Percorsa dagli orgasmi.
Scossa da brividi di passione.
Amata per quello che sei.
Usata per il mio piacere.
Felice delle mie lascive attenzioni.

mercoledì 12 dicembre 2007

Corda E Nodi

Stasera ho voglia di giocare con le corde.
La tua espressione è stupita e compiaciuta insieme.
Non mi serve metterti il collare,
vedo perfettamente
quanto tu lo senti circondare la tua anima.
Voluto, custodito, amato.

Leggo nei tuoi occhi il piacere di offrirti
come modella alle mie perversioni.
L’arte della costrizione.
Abili mani che intrecciano corde su pelle.
Sottofondo adeguato, quella voce cosi particolare.
Musiche perfette scivolano come le corde, miscelandosi.

In piedi,
con quelle nuove scarpe viola che ti ho regalato.
Stupendo corpo sinuoso.
Anima da vestire di corda.

Sono onesto.
Poco importi tu ora.
Spettatrice della mia attenzione,
odori di sesso pur avendoti sfiorato solo con la corda.
Ma oggi esisto solo io ed il mio piacere,
tu puoi goderne nell’essere immobile artefice.
E poi guardo, annodo, sciolgo, riannodo.
Spostando di pochi centimetri il nodo che si posizionerò sul tuo sesso.

Nel silenzio,
perso nei pensieri che proiettano il passaggio successivo.
Mani che scorrono la pelle.
Fantasie di costrizione,
ora realtà.

La consapevolezza di poter realizzare le mie fantasie.
La certezza di poter costruire la mia perversione.

Centimetri, metri,
ogni parte della corda avvolge il tuo corpo.
Per trasmetterti piacere puro.
Infine le tue mani,
vincolate ai fianchi per la mia piena possessione.
Maliziosa femmina mia.
Bloccata da me.
Con occhi che sorridono di piacere.
Con la bocca felice.
Con il viso desideroso.
Con il corpo legato a me.

venerdì 7 dicembre 2007

Nelle Mie Mani

"7... Grazie Signore"
La voce è quasi un sussurro.
"8... Grazie Signore"
No, non è per il dolore.
"9... Grazie Signore"
Ti afferri al tavolo con rabbia.
"10... Grazie Signore"

Sei la prima a cui permetto di chiamarmi Signore.
Per tutte le altre, solo Padrone.
Accondiscendente sulla mente che inizio a governare.
Ma indignato del tuo lento adeguarti ai termini che desidero.

Il corpo scosso, come un purosangue alla partenza.
Il tuo corpo e la mia voce.

Non lo sopporti di sentirti piegata e di godere di questo.
Sei nelle mie mani, come tu stessa hai scelto e voluto.

Nuda.
Esposta.
Governata.

Anche quando le corde fermano il tuo corpo e la tua mente,
è la mia voce che si fa strada fra i sensi allertati.
Il resto non esiste... più.

La benda ti dona il buio,
La pelle sensibile, i pensieri perversi.
E le gocce blu, baci di fuoco.

Ti sei lasciata imbrigliare e forgiare,
dalla mia mente e dalle mie mani,
dissetandoti di ogni singolo accento.

Come un direttore d’orchestra ho suonato il tuo corpo e
musicato la tua anima.
Scossa come un’arpa che melodiosa affascina con note languide.
Vibrante come un violino che miagola lascivo.
Libera come un flauto che armonizza l’orgasmo.

La mia troia, la mia carne da gioco.
Il mio metallo da forgiare.

Felice hai sorriso al mio abbraccio,
realizzando quanto possa giocare con il tuo pensiero.
Non solo con il tuo corpo.

sabato 1 dicembre 2007

Precisazione

Cavalchi leggera il mio cazzo.
Aggrappata a mio corpo,
affondi colpi sensuali.
Fino agli scossoni dell’orgasmo.
Poi sollevandoti lo prendi tra le mani.
E lo punti dietro.
Decisa.
Sicura.
Ardimentosa amazzone.
Lenta ti siedi per accogliere.
Mi guardi con gli occhi chiusi.
Godi nel vedermi eccitato dalla tua determinazione.
Dentro il tuo retto,
fino a sfiorarci l’anima.

ti piace fare la troia vero?”
No… mi piace essere la Tua Troia”.