venerdì 17 aprile 2009

Piccole Percezioni

Il corpo accoccolato al mio fianco, la ricerca spontanea di calore e protezione.
Un’assoggettazione dolce ma ferma, la certezza di sentirsi al sicuro tra braccia e mente forti e protettive.
La mia mano agisce da amplificatore, quel dito che scorre la schiena fino al preciso punto dove i glutei costruiscono quella valle che porta al piacere.
Proprio li dove si stringe la carne, esiste pelle sensibile che merita accurate e leggere carezze, meglio se fatte da polpastrelli leggermente ruvidi e maschili.
La postura, le dita, ma soprattutto la mente che rilassandosi si concentra su quei pochi centimetri di carne che vengono stimolati costantemente, permettendo al piacere di scivolare fuori dalle labbra.
Un sottile gioco dove chi agisce ha la netta percezione che pochi movimenti lenti possono dominare la mente altrui, la consapevolezza di catturare l’attenzione e di possedere.
Un gioco dove chi subisce ha la percezione di sentirsi osservata, governata e guidata verso l’orgasmo che verrà. La sensazione di appartenere anche in un dettaglio.
Il seguito è noto.
Ma la lenta dominazione fatta di piccoli dettagli, movimenti, sguardi che legano l’anima, è un forte motore che spinge ad un appagamento reciproco altamente erotico e vincolante tra i due ruoli.