mercoledì 14 febbraio 2007

La Tovaglia Di Carne Per il Sushi

DEDICATO ALLA FANTASIA, FEDELE COMPAGNA DI QUESTI ANNI, ADORABILE SERVITRICE DEL PIACERE.




Ho sempre saputo che la sua indole era bisessuale, già la prima sera, in quella discoteca le chiesi all’improvviso se aveva mai avuto esperienze con altre donne, un sesto senso mi ha sempre spinto verso donne di questo tipo, non so spiegarmi perché, le “percepisco”, mi attirano, catturano il mio sguardo più di altre, quasi come un cane che seleziona gli odori, sento più forti quelli che provengono da una femmina disinibita ed intrigata dalle sue simili.
Con lei ho sempre giocato su questo punto senza mai forzare o avanzare proposte, per oltre un anno le nostre frequentazioni erano incredibili lotte tra le lenzuola, cariche di pathos, di erotismo e di massima libertà sessuale ma sempre in due. Poi, durante quella strana estate piena di altalenanti giorni caldi e freddi le proposi un gioco nuovo, decisi che i tempi erano maturi per prenderla per mano e portarla al passo finale, donarle un'altra donna, aumentare il nostro piacere con sottile erotismo e trasgressiva passione. Non volevo per la sua “prima”, una banalissima notte di sesso a tre, desideravo fosse quanto meno attraente ed accattivante. L’illuminazione mi venne immerso nel traffico cittadino, mentre svogliatamente rientravo dopo l’ennesima giornata di lavoro. La mia vista e la mia mente furono rapiti da una graziosissima orientale che camminava sul marciapiede al mio fianco destro e complice il traffico dell’ora di punta potei osservarla accuratamente. Desiderarla fu tutt’uno. Quel passo morbido e sereno, quelle braccia scoperte dalla canotta e quei piccoli seni preziosi che si ergevano sotto il tessuto bianco mi fecero volare verso i peggiori pensieri. L’immaginai accoccolata ai miei piedi, nuda, mentre delicatamente si prendeva cura del mio piacere, la vedevo che si nutriva della mia carne con i classici bastoncini…. DA SUSHI !!
Fu un colpo di frusta nella mente. Una cena giapponese, dove la tovaglia doveva essere una donna.
Dovevo pensarci prima, stupidamente la mia testa ragionava seguendo schemi diversi mentre la soluzione era sotto il mio naso.
Quale tipo di corpo era il più adatto? Immediatamente pensai ad una amica, una giovane donna capace di trasgredire, capace di ricoprire quel ruolo con la dovuta leggerezza ed eleganza. Si, lei era la donna adatta, anche per il dopo cena, in grado di avvicinarsi a noi ed integrarsi con tempi e modi adeguati, come io desideravo.
La sera stessa, intavolai il discorso con Tamara, le chiesi se era ancora attratta dall’idea di avere una donna nel nostro letto, se sentiva ancora l’intrigo verso la scoperta di un'altra stanza della sua sessualità e se aveva fiducia in me nell’accompagnarla in questo percorso. La sua risposta fu entusiasta ed entusiasmante, guardandomi dritto negli occhi mi confermò che con me si sentiva sicura e protetta, che non aveva nessun tipo di timore, le proposi subito quello che avevo pensato, una cena con tovaglia di carne, soluzione che fu accolta con uno sguardo carico di promesse, adesso dovevo solo organizzare l’evento.
Mi preoccupai di contattare Elisa e proporle il gioco, le chiesi se voleva aiutarmi a prendere per mano Tamara e condurla nel giardino di Lesbo. Fu subito felice di far parte del progetto, bastava scegliere il quando.
L’occasione capitò dopo circa 3 settimane, tutti liberi da impegni ci demmo appuntamento in una via centrale di Milano per l’orario dell’aperitivo. Ci ritrovammo e nonostante tutto Elisa era visibilmente emozionata, la sua giovane età la metteva a leggero disagio ma sapevo bene che la mia presenza poteva darle quella quiete interiore per godersi la serata. Un saluto, un bacio e poi via a prendere la cena quindi veloce arrivo a casa.
Un minimo di convenevoli ma sapevo che per gestire la situazione non dovevo almeno all’inizio lasciare tempi morti, buttata una tovaglia sul tavolo in sala presi entrambe tra le mie braccia e con qualche battuta le feci ridere, poi guardando Tamara le chiesi se voleva aiutarmi ad apparecchiare e cosi dicendo tolsi la maglietta ad Elisa, in un attimo si trovò 4 mani che dolcemente le toglievano ogni indumento. Nessun tocco fu malizioso, semplicemente spogliata e poi aiutata a sdraiarsi sul tavolo. Tamara sorrideva sorniona mentre bendavo Elisa per darle la possibilità di aumentare le percezioni degli altri sensi che le avrebbero reso più intrigante la situazione. Iniziammo quindi a disporre il sushi sul suo corpo, piacevolmente complici nell’imbandire quella inusuale tovaglia e quando tutto fu pronto iniziammo la cena. La conversazione, rigorosamente tra me e Tamara fu consueta, amici comuni, cinema, lavoro, bontà del cibo. Divorammo tutto, piacevolmente e solo in rare occasioni verso la fine del pasto scambiamo qualche parola con Elisa che stupendamente rendeva incredibilmente intrigante il momento, finimmo ed a malincuore concordammo che avremmo dovuto pensare anche ad un dolce che ben si potesse sposare con il corpo di Elisa. Ma lei stessa iniziava a mal sopportare la prolungata posizione, era il momento di passare altrove e fatta scendere dal tavolo andammo tutti e tre in camera da letto dove Elisa fu rapida a rendere il favore a Tamara spogliandola con la sottile bramosia di poterla toccare ed osservare nuda. Ci stendemmo sul letto, io in mezzo a loro e dolcemente le nostre bocche si unirono, plasticamente i loro corpi si sfioravano e si scoprivano, le mani avviarono la scoperta dei corpi, mi dedicai al seno piccolo e duro di Elisa, succhiando e leccando quei capezzoli dolcissimi e turgidi mentre Tamara aveva già preso possesso della mia carne e la sua mano lo cingeva sentendolo indurirsi, le mie dita dentro Elisa che mi ritornava il piacere succhiandomi la lingua e Tamara che avida giocava sul mio stelo con lingua e labbra. Estasiato, inebriato di due stupende femmine che generavano amore insieme a me, invitai Elisa a leccare Tamara che subito si abbandonò sotto i sapienti colpi di lingua, mi dedicai a mia volta al fiore già fradicio rimasto libero e succhiai il miele che tanto adoro, gustandomi il suo sapore, l’odore cosi intrigante e piacevole, mi riempii la bocca, ogni stilla era una scarica elettrica al mio cervello. Libero, pienamente libero di amare ed essere amato da due femmine incantevoli che si donavano e mi donavano una notte eccezionalmente piacevole.
Il sesso orale la fece da padrone tra noi, le nostre bocche erano sempre impegnate a leccare, baciare, mordicchiare, nessuno escluso, nessun scomodo partecipante. Ma Tamara reclamava qualcosa di più corposo di una lingua, la sua sessualità è sempre stata fortemente legata alla penetrazione e dolcemente mi si offrì accucciandosi ed alzando il culo verso di me per essere presa da dietro. Un attimo ed ero in lei, che desiderosa si lasciava andare ad un sospiro carico di sensuali promesse di piacere, Elisa era accanto ed osservava mentre con una mano sfiorava il mio culo come per aiutarmi nel ritmo da dare. Scopavo Tamara e leccavo i seni ad Elisa, che stringeva a se il mio capo, come per sentire anche lei il piacere del cazzo che scorreva nella sua nuova intima amica. Mi incitava a scoparla, partecipando con l’anima a quella penetrazione, le mie mani aggrappate ai fianchi di Tamara i miei occhi incollati dentro quelli di Elisa che mi rispondeva con lampi di piacere e torbido coinvolgimento nel vivere insieme a noi quella notte.
La mia mano partì quasi involontariamente, una, poi un'altra e poi altre ancora, schiaffi secchi e duri che colpivano il culo di Tamara, golosa di mischiare anche il dolore al piacere. Mugolava sciogliendo i suoi liquidi che correvano sul mio sesso fino all’inguine. Elisa era incendiata dall’azione, veder arrossire le carni sotto i miei colpi la eccitava notevolmente ed attese il termine per avvicinare languidamente il viso alla pelle, respirava quel rossore, lo baciava e lo leccava come per sentirne il sapore mentre continuavo incessantemente a spingere i miei colpi dentro il corpo di Tamara. Elisa leniva il culo di Tamara, ma in realtà dava l’idea di volersi appropriare del miscuglio di dolore e piacere, possedere la parte fisica che già sentiva sua nella mente.
Mi sdraiai sul letto, rilassandomi lasciai che loro due si prendessero cura di me, entusiaste di donarmi le attenzioni come io dedicavo a loro, mi persi nelle loro lingue che frugavano ogni centimetro di pelle, ogni parte del mio corpo fu coccolata a colpi di lingua, leggeri colpetti o lascive leccate morbide avvolgevano, umettavano, mi davano un piacere notevole, rimasi in loro balia mentre giocavano a rubarsi il mio cazzo dalla bocca, le labbra morbide di una e la lingua avvolgente dell’altra. Momenti indescrivibili di piacere, godendo del loro gioco, del loro dividersi la carne in un pasto animale, nessuna regola e nessun limite, solo il sottile desiderio di donare e ricevere piacere.
Le misi sdraiate, una fianco all’altra e appena mi distraevo le loro lingue si cercavano maliziose, mai dome, mai ferme, sempre alla ricerca di movimento, di gusto, di odori. Passavo la testa dalle gambe di una all’altra leccando mentre con la mano rendevo onore all’altra, giocavo con i loro fiori egregiamente grondanti miele che nutriva il mio palato e la mia anima, mischiando gli umori per il mio egoistico piacere nel ingurgitare avidamente quel dolcissimo liquido.
Poi penetrai Elisa, salendole sopra e prendendo possesso del suo giovane corpo dominandolo fisicamente aggrappato alle sue caviglie, mi permetteva una penetrazione estremamente piacevole ad entrambi, teneva gli occhi chiusi persi nel suo godimento, un viaggio condotto per mano. Lentamente miscelava sensazioni carnali e fisiche per prendersi il momento, godendone da sola insieme a noi. Tamara ci osservava sdraiata al nostro fianco, riprendendo forza  coccolandosi gli orgasmi che avevano devastato il suo animo trasgressivo ma si riprese poco dopo avendo intuito che giungeva il mio momento, notò il mio aumentare il ritmo, avvisò i miei muscoli che si contraevano cattivi, il mio cambiare respiro. Il mio piacere cresceva inesorabile e desideravo godere inebriandomi di entrambe.
Uscii dal ventre fradicio di Elisa per rallentare l’arrivo e mi avvicinai a Tamara che subito mi accolse nella sua umida grotta, ma ormai era vicino il momento, il punto di non ritorno era ad un passo e senza pensarci troppo su, diedi gli ultimi fatali colpi prima di goderle sul ventre.
Elisa era inginocchiata di fianco a me, rapita, osservava senza perdersi un istante. Il piacere, la scossa che provai fu davvero notevole e persino la mia voce subì un abbassamento, quasi roca, profonda. Il godimento correva frenetico dal mio cervello al cazzo e poi di nuovo risalendo la colonna vertebrale fino a scuotermi la mente. Terminai, con un brivido di piacere, mentre la mano di Elisa scivolava lasciva a cercare sul ventre di Tamara le gocce per spalmarle e portandosi furtivamente le dita in bocca per nutrirsi.
Era notte fonda ormai, il caldo iniziava a darci tregua ed i nostri corpi distesi cercavano la brezza che rinfresca, almeno una piccola parte di ognuno di noi toccava gli altri due, in silenzio, rotto solo dai sospiri che riportano la quiete nel respiro.
Qualche battuta spiritosa, una sigaretta, ed eravamo pronti a rivestirci. Lo spostamento in macchina fu in parte silenzioso, probabilmente ognuno stava rivedendo il film della serata, elaborando il piacere ed i movimenti che ci vedevano protagonisti. Un ultimo saluto, un bacio sfuggente e di nuovo via, verso il riposo, verso quel compiacimento che ognuno di noi avrebbe memorizzato e riposto con cura nel cassetto del piacere.

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