DEDICATO ALLA FANTASIA, FEDELE COMPAGNA DI QUESTI ANNI, ADORABILE SERVITRICE DEL PIACERE.
Ho
sempre saputo che la sua indole era bisessuale, già la prima sera, in
quella discoteca le chiesi all’improvviso se aveva mai avuto esperienze
con altre donne, un sesto senso mi ha sempre spinto verso donne di
questo tipo, non so spiegarmi perché, le “percepisco”, mi attirano,
catturano il mio sguardo più di altre, quasi come un cane che seleziona
gli odori, sento più forti quelli che provengono da una femmina
disinibita ed intrigata dalle sue simili.
Con lei
ho sempre giocato su questo punto senza mai forzare o avanzare proposte,
per oltre un anno le nostre frequentazioni erano incredibili lotte tra
le lenzuola, cariche di pathos, di erotismo e di massima libertà
sessuale ma sempre in due. Poi, durante quella strana estate piena di
altalenanti giorni caldi e freddi le proposi un gioco nuovo, decisi che i
tempi erano maturi per prenderla per mano e portarla al passo finale,
donarle un'altra donna, aumentare il nostro piacere con sottile erotismo
e trasgressiva passione. Non volevo per la sua “prima”, una banalissima
notte di sesso a tre, desideravo fosse quanto meno attraente ed
accattivante. L’illuminazione mi venne immerso nel traffico cittadino,
mentre svogliatamente rientravo dopo l’ennesima giornata di lavoro. La
mia vista e la mia mente furono rapiti da una graziosissima orientale
che camminava sul marciapiede al mio fianco destro e complice il
traffico dell’ora di punta potei osservarla accuratamente. Desiderarla
fu tutt’uno. Quel passo morbido e sereno, quelle braccia scoperte dalla
canotta e quei piccoli seni preziosi che si ergevano sotto il tessuto
bianco mi fecero volare verso i peggiori pensieri. L’immaginai
accoccolata ai miei piedi, nuda, mentre delicatamente si prendeva cura
del mio piacere, la vedevo che si nutriva della mia carne con i classici
bastoncini…. DA SUSHI !!
Fu un colpo di frusta nella mente. Una cena giapponese, dove la tovaglia doveva essere una donna.
Dovevo pensarci prima, stupidamente la mia testa ragionava seguendo schemi diversi mentre la soluzione era sotto il mio naso.
Quale
tipo di corpo era il più adatto? Immediatamente pensai ad una amica, una
giovane donna capace di trasgredire, capace di ricoprire quel ruolo con
la dovuta leggerezza ed eleganza. Si, lei era la donna adatta, anche
per il dopo cena, in grado di avvicinarsi a noi ed integrarsi con tempi e
modi adeguati, come io desideravo.
La sera
stessa, intavolai il discorso con Tamara, le chiesi se era ancora
attratta dall’idea di avere una donna nel nostro letto, se sentiva
ancora l’intrigo verso la scoperta di un'altra stanza della sua
sessualità e se aveva fiducia in me nell’accompagnarla in questo
percorso. La sua risposta fu entusiasta ed entusiasmante, guardandomi
dritto negli occhi mi confermò che con me si sentiva sicura e protetta,
che non aveva nessun tipo di timore, le proposi subito quello che avevo
pensato, una cena con tovaglia di carne, soluzione che fu accolta con
uno sguardo carico di promesse, adesso dovevo solo organizzare l’evento.
Mi
preoccupai di contattare Elisa e proporle il gioco, le chiesi se voleva
aiutarmi a prendere per mano Tamara e condurla nel giardino di Lesbo. Fu
subito felice di far parte del progetto, bastava scegliere il quando.
L’occasione
capitò dopo circa 3 settimane, tutti liberi da impegni ci demmo
appuntamento in una via centrale di Milano per l’orario dell’aperitivo.
Ci ritrovammo e nonostante tutto Elisa era visibilmente emozionata, la
sua giovane età la metteva a leggero disagio ma sapevo bene che la mia
presenza poteva darle quella quiete interiore per godersi la serata. Un
saluto, un bacio e poi via a prendere la cena quindi veloce arrivo a
casa.
Un
minimo di convenevoli ma sapevo che per gestire la situazione non dovevo
almeno all’inizio lasciare tempi morti, buttata una tovaglia sul tavolo
in sala presi entrambe tra le mie braccia e con qualche battuta le feci
ridere, poi guardando Tamara le chiesi se voleva aiutarmi ad
apparecchiare e cosi dicendo tolsi la maglietta ad Elisa, in un attimo
si trovò 4 mani che dolcemente le toglievano ogni indumento. Nessun
tocco fu malizioso, semplicemente spogliata e poi aiutata a sdraiarsi
sul tavolo. Tamara sorrideva sorniona mentre bendavo Elisa per darle la
possibilità di aumentare le percezioni degli altri sensi che le
avrebbero reso più intrigante la situazione. Iniziammo quindi a disporre
il sushi sul suo corpo, piacevolmente complici nell’imbandire quella
inusuale tovaglia e quando tutto fu pronto iniziammo la cena. La
conversazione, rigorosamente tra me e Tamara fu consueta, amici comuni,
cinema, lavoro, bontà del cibo. Divorammo tutto, piacevolmente e solo in
rare occasioni verso la fine del pasto scambiamo qualche parola con
Elisa che stupendamente rendeva incredibilmente intrigante il momento,
finimmo ed a malincuore concordammo che avremmo dovuto pensare anche ad
un dolce che ben si potesse sposare con il corpo di Elisa. Ma lei stessa
iniziava a mal sopportare la prolungata posizione, era il momento di
passare altrove e fatta scendere dal tavolo andammo tutti e tre in
camera da letto dove Elisa fu rapida a rendere il favore a Tamara
spogliandola con la sottile bramosia di poterla toccare ed osservare
nuda. Ci stendemmo sul letto, io in mezzo a loro e dolcemente le nostre
bocche si unirono, plasticamente i loro corpi si sfioravano e si
scoprivano, le mani avviarono la scoperta dei corpi, mi dedicai al seno
piccolo e duro di Elisa, succhiando e leccando quei capezzoli dolcissimi
e turgidi mentre Tamara aveva già preso possesso della mia carne e la
sua mano lo cingeva sentendolo indurirsi, le mie dita dentro Elisa che
mi ritornava il piacere succhiandomi la lingua e Tamara che avida
giocava sul mio stelo con lingua e labbra. Estasiato, inebriato di due
stupende femmine che generavano amore insieme a me, invitai Elisa a
leccare Tamara che subito si abbandonò sotto i sapienti colpi di lingua,
mi dedicai a mia volta al fiore già fradicio rimasto libero e succhiai
il miele che tanto adoro, gustandomi il suo sapore, l’odore cosi
intrigante e piacevole, mi riempii la bocca, ogni stilla era una scarica
elettrica al mio cervello. Libero, pienamente libero di amare ed essere
amato da due femmine incantevoli che si donavano e mi donavano una
notte eccezionalmente piacevole.
Il sesso
orale la fece da padrone tra noi, le nostre bocche erano sempre
impegnate a leccare, baciare, mordicchiare, nessuno escluso, nessun
scomodo partecipante. Ma Tamara reclamava qualcosa di più corposo di una
lingua, la sua sessualità è sempre stata fortemente legata alla
penetrazione e dolcemente mi si offrì accucciandosi ed alzando il culo
verso di me per essere presa da dietro. Un attimo ed ero in lei, che
desiderosa si lasciava andare ad un sospiro carico di sensuali promesse
di piacere, Elisa era accanto ed osservava mentre con una mano sfiorava
il mio culo come per aiutarmi nel ritmo da dare. Scopavo Tamara e
leccavo i seni ad Elisa, che stringeva a se il mio capo, come per
sentire anche lei il piacere del cazzo che scorreva nella sua nuova
intima amica. Mi incitava a scoparla, partecipando con l’anima a quella
penetrazione, le mie mani aggrappate ai fianchi di Tamara i miei occhi
incollati dentro quelli di Elisa che mi rispondeva con lampi di piacere e
torbido coinvolgimento nel vivere insieme a noi quella notte.
La mia
mano partì quasi involontariamente, una, poi un'altra e poi altre
ancora, schiaffi secchi e duri che colpivano il culo di Tamara, golosa
di mischiare anche il dolore al piacere. Mugolava sciogliendo i suoi
liquidi che correvano sul mio sesso fino all’inguine. Elisa era
incendiata dall’azione, veder arrossire le carni sotto i miei colpi la
eccitava notevolmente ed attese il termine per avvicinare languidamente
il viso alla pelle, respirava quel rossore, lo baciava e lo leccava come
per sentirne il sapore mentre continuavo incessantemente a spingere i
miei colpi dentro il corpo di Tamara. Elisa leniva il culo di Tamara, ma
in realtà dava l’idea di volersi appropriare del miscuglio di dolore e
piacere, possedere la parte fisica che già sentiva sua nella mente.
Mi
sdraiai sul letto, rilassandomi lasciai che loro due si prendessero cura
di me, entusiaste di donarmi le attenzioni come io dedicavo a loro, mi
persi nelle loro lingue che frugavano ogni centimetro di pelle, ogni
parte del mio corpo fu coccolata a colpi di lingua, leggeri colpetti o
lascive leccate morbide avvolgevano, umettavano, mi davano un piacere
notevole, rimasi in loro balia mentre giocavano a rubarsi il mio cazzo
dalla bocca, le labbra morbide di una e la lingua avvolgente dell’altra.
Momenti indescrivibili di piacere, godendo del loro gioco, del loro
dividersi la carne in un pasto animale, nessuna regola e nessun limite,
solo il sottile desiderio di donare e ricevere piacere.
Le misi
sdraiate, una fianco all’altra e appena mi distraevo le loro lingue si
cercavano maliziose, mai dome, mai ferme, sempre alla ricerca di
movimento, di gusto, di odori. Passavo la testa dalle gambe di una
all’altra leccando mentre con la mano rendevo onore all’altra, giocavo
con i loro fiori egregiamente grondanti miele che nutriva il mio palato e
la mia anima, mischiando gli umori per il mio egoistico piacere nel
ingurgitare avidamente quel dolcissimo liquido.
Poi
penetrai Elisa, salendole sopra e prendendo possesso del suo giovane
corpo dominandolo fisicamente aggrappato alle sue caviglie, mi
permetteva una penetrazione estremamente piacevole ad entrambi, teneva
gli occhi chiusi persi nel suo godimento, un viaggio condotto per mano.
Lentamente miscelava sensazioni carnali e fisiche per prendersi il
momento, godendone da sola insieme a noi. Tamara ci osservava sdraiata
al nostro fianco, riprendendo forza coccolandosi gli orgasmi che
avevano devastato il suo animo trasgressivo ma si riprese poco dopo
avendo intuito che giungeva il mio momento, notò il mio aumentare il
ritmo, avvisò i miei muscoli che si contraevano cattivi, il mio cambiare
respiro. Il mio piacere cresceva inesorabile e desideravo godere
inebriandomi di entrambe.
Uscii
dal ventre fradicio di Elisa per rallentare l’arrivo e mi avvicinai a
Tamara che subito mi accolse nella sua umida grotta, ma ormai era vicino
il momento, il punto di non ritorno era ad un passo e senza pensarci
troppo su, diedi gli ultimi fatali colpi prima di goderle sul ventre.
Elisa
era inginocchiata di fianco a me, rapita, osservava senza perdersi un
istante. Il piacere, la scossa che provai fu davvero notevole e persino
la mia voce subì un abbassamento, quasi roca, profonda. Il godimento
correva frenetico dal mio cervello al cazzo e poi di nuovo risalendo la
colonna vertebrale fino a scuotermi la mente. Terminai, con un brivido
di piacere, mentre la mano di Elisa scivolava lasciva a cercare sul
ventre di Tamara le gocce per spalmarle e portandosi furtivamente le
dita in bocca per nutrirsi.
Era
notte fonda ormai, il caldo iniziava a darci tregua ed i nostri corpi
distesi cercavano la brezza che rinfresca, almeno una piccola parte di
ognuno di noi toccava gli altri due, in silenzio, rotto solo dai sospiri
che riportano la quiete nel respiro.
Qualche
battuta spiritosa, una sigaretta, ed eravamo pronti a rivestirci. Lo
spostamento in macchina fu in parte silenzioso, probabilmente ognuno
stava rivedendo il film della serata, elaborando il piacere ed i
movimenti che ci vedevano protagonisti. Un ultimo saluto, un bacio
sfuggente e di nuovo via, verso il riposo, verso quel compiacimento che
ognuno di noi avrebbe memorizzato e riposto con cura nel cassetto del
piacere.