lunedì 22 gennaio 2007

Fantasy Think

Scoprire i pensieri, questo è quello che faccio, semplicemente accarezzare le più stuzzicanti fantasie che sfiorano calde e piccanti le menti delle donne.
Lei è arrivata. Improvvisamente ci siamo materializzati su quel divano e senza porci nessun problema abbiamo chiuso fuori il mondo. Abbiamo legato subito i nostri pensieri, permettendogli di abbracciarsi ballando nelle parole che scivolavano fuori serenamente.
Le sue voglie, le sue fantasie e quel desiderio di maschio. Umido e caldo come un respiro di piacere, non uomo, non semplice sesso, ma un piacere forte e vivido da sentire sulla pelle. Brividi e scosse lungo la schiena per sentire il sangue scorrere nelle vene.
Fantasticavo sulle sue parole e come flash-back osservavo fotogrammi di trasgressione. Parole che tramutavo in azioni, in successivi sviluppi.
Cioccolato.
Certo, potrei dirti che lascerei colare morbida nutella sul tuo morbido seno, ma non mi basta. Preferisco immaginarti nuda e distesa, ed intingendo il dito in un bicchiere di cioccolato liquido scrivo parole sulla tua carne. Un foglio bianco, un quaderno da riempire con le follie.
AIORT” cosi potrai leggerlo meglio quando ti guarderai allo specchio, quando le mie parole saranno marchi da leccare. Nuda, con quel foulard rosso che gioca leggero sulla tua pelle, nascondendo piccoli lembi di te, un seno ed il collo, quel collo che morderò. Stanne certa. Stringerò tra i denti i tuoi nervi, sentirai scosse che percorreranno la tua schiena fino al tuo utero liberando nuove ondate di umori che goloso mischierò al cioccolato per addolcire le mie labbra prima di lasciarmi baciare.
Potrei parlarti dell’immagine di te affamata che divori il tuo pasto annegata tra le gambe di un’altra donna che offrendosi a te continua a fissarmi, crudelmente sorridente cercando quel piacere sublime dell’intrigo e della complicità, mentre nei miei occhi è fissa l’immagine del tuo culo che si muove sinuoso con elegante malizia. Ti prenderei, userei il tuo corpo per il mio piacere, afferrato ai tuoi fianchi, attenuando il tono di voce, roca a profonda ti urlerei il mio godimento animale mentre scivola in te.
Potrei parlarti di quando ti ho vista immobile e sorridente, mentre un lungo serpente bianco ti vincolava i movimenti, elegantemente vestita di corda, obbligata al mio volere che ti renderà libera di essere la femmina che senti dentro. Avvinghiata, unita, bloccata nell’abbraccio di metri che percorrono il tuo corpo ovunque, finemente costrittivi e stimolanti nei punti maggiormente sensibili al piacere, adeguatamente lassi dove la tua pelle merita respiro.
Potrei parlarti delle tue preghiere, distesa sul tavolo mentre stringi i miei capelli cercando di togliere il mio volto dal tuo sesso esausto e copiosamente grondare miele che mi nutre. Tira pure, io deciderò quando sarò sazio, non tu.
Potrei parlarti di molto altro ancora, potrei raccontarti doviziosi particolari, potrei stimolare la tua fantasia ad unirsi alla mia.
Potrei, ma non voglio.
Lascio che ogni cosa sia il piacere di scoprire, non un banale copione scontato.

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