Finalmente
a casa.
Non
vedo l’ora di farmi la doccia e cenare.
La
giornata è stata pesante e quegli occhi maschili che
fingono innocenza e castità, mentre sfiorano la mia carne
lordandola di peccati lussuriosi cosi come io vorrei,
hanno
ulteriormente aumentato le mie voglie.
Ma
per status sono costretta ad allontanarle decisa da me.
Ma
la mente.
Quella
non dice bugie.
E
stanotte aprirò la porta alla perversione.
Stanotte
è solo del mio peccato.
Attendo
fremente il quieto dormire dei miei e scivolo davanti al video.
Appuntamento
con il perverso signore dei miei umidi sogni.
Quasi
in religiosa cura digito l’indirizzo del peccato.
raccontidatokio.blogspot.it
memorizzato, quale
unico posto sicuro
dove
segnarmi la traccia di quello che non posso apparire.
Lascio
che il silenzio della stanza sia soffusamente allietato dalle note
dei Police,
finalmente
le tonalità di viola riempiono il video e fremo nel mio ventre
mentre scorro alla ricerca di nuove parole conturbanti.
Leggo
avida.
Immagino
sbavando.
Sogno
bagnandomi su quelle situazioni descritte,
abbandono
ogni perbenismo e come ogni volta,
la
mia mano scivola dentro il pigiama
affondando
le dita tra le labbra morbide e bagnate.
Rabbiosa
abuso della mia carne immergendomi nelle donne descritte.
Abusate,
sognate, scopate, annullate e rese lucenti.
Quanto
sesso carnale, quanta amorevole dedizione nelle parole.
Non
mi importa se vere o fantasie,
sono
lo specchio del mio piacere.
Sfrego
voluttuosamente la clitoride.
Mentre
dita agili percorrono l’interno del mio corpo.
I
miei capezzoli arrivano a spingere sul tessuto della maglietta,
dandomi
ulteriore piacere e desiderio.
Quante
volte ho peccato davanti alle sue parole.
Quante
volte ho lordato le dita con il mio brodo
mordendomi
le labbra per non urlare il mio sporco piacere.
Sola
con la mia perversione.
Finalmente
me stessa.
Davvero
io, lurida troia virtuale.
Obbligata
al ruolo di brava ragazza.
Con
le voglie di una cagnetta in calore.
Finalmente
io.
Silente
lettrice,
delle
perversioni altrui.
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