Stasera
ho voglia di giocare con le corde.
La
tua espressione è stupita e compiaciuta insieme.
Non
mi serve metterti il collare,
vedo
perfettamente
quanto
tu lo senti circondare la tua anima.
Voluto,
custodito, amato.
Leggo
nei tuoi occhi il piacere di offrirti
come
modella alle mie perversioni.
L’arte
della costrizione.
Abili
mani che intrecciano corde su pelle.
Sottofondo
adeguato, quella voce cosi particolare.
Musiche
perfette scivolano come le corde, miscelandosi.
In
piedi,
con
quelle nuove scarpe viola che ti ho regalato.
Stupendo
corpo sinuoso.
Anima
da vestire di corda.
Sono
onesto.
Poco
importi tu ora.
Spettatrice
della mia attenzione,
odori
di sesso pur avendoti sfiorato solo con la corda.
Ma
oggi esisto solo io ed il mio piacere,
tu
puoi goderne nell’essere immobile artefice.
E
poi guardo, annodo, sciolgo, riannodo.
Spostando
di pochi centimetri il nodo che si posizionerò sul tuo sesso.
Nel
silenzio,
perso
nei pensieri che proiettano il passaggio successivo.
Mani
che scorrono la pelle.
Fantasie
di costrizione,
ora
realtà.
La
consapevolezza di poter realizzare le mie fantasie.
La
certezza di poter costruire la mia perversione.
Centimetri,
metri,
ogni
parte della corda avvolge il tuo corpo.
Per
trasmetterti piacere puro.
Infine
le tue mani,
vincolate
ai fianchi per la mia piena possessione.
Maliziosa
femmina mia.
Bloccata
da me.
Con
occhi che sorridono di piacere.
Con
la bocca felice.
Con
il viso desideroso.

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