Fisicamente
non è di certo il mio tipo, troppo morbida.
Eppure
oggi ha nello sguardo che mi propone qualcosa di diverso, ma i mille
impegni quotidiani non mi permettono di rifletterci adeguatamente.
Da
questa mattina mi gira intorno famelica, sento la sua inquietudine.
Per
l’ennesima volta entra nel mio ufficio, senza parlare sposta la mia
sedia e si accomoda sulle mie gambe.
Non
è la prima volta che lo fa, ma stavolta il suo lento strusciare la
figa è decisamente ostentato.
Chissà
come reagisce se la stuzzico, ed istantaneamente la mia mano cade
sulla sua schiena fino a portarsi sul bordo della gonna.
Senza
parlare e spostare il viso dallo schermo, si rialza, prende il bordo
della gonna e lo solleva per poi risedersi permettendo alla mia mano
di lavorarle direttamente il perizoma ed il culo.
Ormai
siamo in ballo e balliamo.
Prendo
lo string e inizio dolcemente a tirarlo per farlo entrare ancora di
più nel culo e tra le labbra.
I
suoi sospiri, i suoi occhi chiusi. Le sue mani nervose puntate sulla
scrivania.
La
spingo ad alzare il culo e sostituisco il tessuto con le mie dita che
la penetrano decise.
Si
lascia masturbare, senza parlare, senza darmi approvazioni, solo la
certezza del suo stringermi le dita con i muscoli vaginali.
Le
mani sulla scrivania stropicciano i fogli sparsi contraendosi nel
piacere che scatenato scorre nei suoi nervi.
Impassibile,
ferma, immobile, nelle mie mani.
Rapidamente
scopo il suo corpo con dita lunghe e cattive che la portano
finalmente all’orgasmo.
Come
togliere la spina dorsale, si accascia di colpo sulla scrivania
guaendo come una cagna, godendo come una troia.
Finalmente
si degna di guardarmi, mi sorride e ringrazia con un bacio sulla
guancia.
Le
ho dato quello che voleva, ma la prossima volta, tocca a me godere.
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