venerdì 15 giugno 2007

Le Dita

Fisicamente non è di certo il mio tipo, troppo morbida.
Eppure oggi ha nello sguardo che mi propone qualcosa di diverso, ma i mille impegni quotidiani non mi permettono di rifletterci adeguatamente.
Da questa mattina mi gira intorno famelica, sento la sua inquietudine.
Per l’ennesima volta entra nel mio ufficio, senza parlare sposta la mia sedia e si accomoda sulle mie gambe.
Non è la prima volta che lo fa, ma stavolta il suo lento strusciare la figa è decisamente ostentato.
Chissà come reagisce se la stuzzico, ed istantaneamente la mia mano cade sulla sua schiena fino a portarsi sul bordo della gonna.
Senza parlare e spostare il viso dallo schermo, si rialza, prende il bordo della gonna e lo solleva per poi risedersi permettendo alla mia mano di lavorarle direttamente il perizoma ed il culo.
Ormai siamo in ballo e balliamo.
Prendo lo string e inizio dolcemente a tirarlo per farlo entrare ancora di più nel culo e tra le labbra.
I suoi sospiri, i suoi occhi chiusi. Le sue mani nervose puntate sulla scrivania.
La spingo ad alzare il culo e sostituisco il tessuto con le mie dita che la penetrano decise.
Si lascia masturbare, senza parlare, senza darmi approvazioni, solo la certezza del suo stringermi le dita con i muscoli vaginali.
Le mani sulla scrivania stropicciano i fogli sparsi contraendosi nel piacere che scatenato scorre nei suoi nervi.
Impassibile, ferma, immobile, nelle mie mani.
Rapidamente scopo il suo corpo con dita lunghe e cattive che la portano finalmente all’orgasmo.
Come togliere la spina dorsale, si accascia di colpo sulla scrivania guaendo come una cagna, godendo come una troia.
Finalmente si degna di guardarmi, mi sorride e ringrazia con un bacio sulla guancia.
Le ho dato quello che voleva, ma la prossima volta, tocca a me godere.

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