mercoledì 27 giugno 2007

Pizzeria Sotto Casa

Scivolo in quella pizzeria da asporto mentre i miei pensieri galoppano altrove.
Molta gente intorno. Caldo. Odore. Tutto mi disturba pesantemente.
Ordino rapidamente la mia pizza ed esco sul marciapiede.
Subito dietro di me una mora alta ordina e mi segue, forse per le stesse motivazioni.
Si accende una sigaretta e mi guarda.
L’osservo anch’io, non mi nascondo certo mentre le faccio una tac completa.
Si, alta, mora, un bel viso, l’ovale ben disegnato e due braci ardenti al posto degli occhi.
Indossa una camicetta nera sciancrata che le esalta il seno ampio e libero da un reggiseno che avrebbe stonato sotto la stoffa. Direi sui 35 anni, ben portati. Un pantalone aderente, bianco, creato per sottolineare la linea dei glutei e le gambe lunghe.
Porta un sandalino basso.
Penso che nello stesso istante stia facendo lo stesso ragionamento su di me, da come mi guarda aspirando con gusto la sua philips morris. Scatta il suo sorriso a cui rispondo con una frase banale, tanto per capire chi mi si offre. “dentro non si resiste… Odore, caldo, gente, non siamo fatti per questo io e lei vero?” si apre in un maggiore sorriso annuendo.
ho visto che ha preso una pizza soltanto, sua moglie è già in vacanza?”
Mi spiazza, onestamente. Non mi aspettavo una domanda cosi diretta tipicamente maschile.
L’osservo dietro un sorriso tendente al malizioso.
veramente… sono single. Ho appena finito di lavorare ed ora vado su in casa, abito qui sopra e non ho voglia di cucinare”.
Davvero? Anche io lo sono, abito in fondo al viale dietro di lei. Che lavoro fa?”
Capisco che ha voglia.
Voglia di parole, umanità, forse coccole e probabilmente di cazzo.
La discussione si fa interessante, domande e risposte su cose sempre più personali, dal lavoro alla casa, all’essere single, e per finire a qualche malizioso doppio senso che non si risparmia di pormi.
Il tempo stringe, le pizze saranno sicuramente quasi pronte e se voglio scoparla stasera devo chiudere il cerchio.
se si fida di uno sconosciuto che abita sopra una pizzeria, posso offrirle il mio tavolo dove poter soddisfare il nutrimento del corpo e magari anche della mente con buone chiacchere.”
Era quello che aspettava, l’invito, la mia mossa, la mia proposta.
Adesso gioca, pensa di avere in mano la possibilità di farmela cadere dall’alto senza rendersi conto che il gioco lo sto conducendo io.
Alla fine, finge di cedere tra mille dubbi ed accetta.
Giusto in tempo per essere avvisati che sono pronte le pizze, quasi in simultanea.
Allora un dio delle pizze esiste!!
Faccio strada, mi segue dolcemente decisa, nessuna titubanza nemmeno quando varca la soglia di casa, dando conferma alle mie proiezioni sulla sua voglia.
Ovviamente il discorso prende una forma intimistica alla fine della pizza, quando tiro fuori dal freezer una bottiglia di vodka da gustare nelle parole di sesso e piacere.
Dopo aver bevuto il terzo bicchierino, mi alzo lentamente deciso mi porto dietro di lei ed appoggio le mie mani sulle sue spalle, avviando un dolcissimo massaggio ai trapezi parlandole distrattamente dell’arredamento di casa, piccole storielle per ogni mobile, ogni accessorio.
Parole che servono solo a riempire i silenzi che l’attenzione del contatto fisico ha completamente annullato.
Poco alla volta si scioglie, lo vedo, sento, rilassa i muscoli al piacevole tocco.
Finalmente il segnale che aspettavo, lascia scivolare indietro la testa guardandomi con occhi acquosi ed un sorriso calmo.
Mi chino e la bacio.
Le nostre lingue sovrapposte contrapposte si annodano dolcemente.
Mentre le sue mani con movimento lento percorrono l’interno coscia, le mie prendono possesso dei suoi seni. Coppa C, che occupano le mie mani completamente.
Siamo partiti. È chiaro il finale, ormai entrambi abbiamo abbassato ogni finzione di rito e sappiamo bene cosa accadrà nelle prossime ore.
Le nostre bocche non si sono ancora staccate, avviluppate sensualmente in morbidi baci, leccate, scoperta di nuova pelle da interpretare.
Poco alla volta mi giro per portarmi davanti a lei e la sollevo.
Inizio a spogliarla della camicetta e quindi le sfilo i pantaloni.
Un delizioso perizoma candido di pizzo si presenta ammiccante.
La sua mano ha preso possesso del mio cazzo da sopra i pantaloni e lo scorre stringendolo.
Mi blocco, la osservo ricevendo in cambio uno sguardo stupito.
Le prendo la mano e la conduco in camera.
Lascio che mi spogli e lo fa baciando ogni parte del mio corpo, leccando pezzi di pelle, sospirando sull’odore che evidentemente trova stimolante e piacevole.
Rimane accucciata e si dedica avidamente a succhiare il cazzo.
Il messaggio è chiaro, ama avere il cazzo in bocca e sinceramente non vedo motivo per negarle questo piacere.
Resto piantato in piedi con le gambe leggermente divaricate e lascio che soddisfi le sue voglie.
Avida lo ingoia tutto, infilandolo direttamente in gola, fino in fondo. Lo mangia, lo succhia, lo spreme con la bocca, sicuramente da promozione.
È difficile resistere, la situazione, la bravura, la mia mente perversa. Tutto mi porta galoppando alla prima goduta.
vuoi bermi”?
Solleva la testa e guardandomi con occhi sorridenti annuisce.
Le metto una mano tra i capelli per dirle che può andare fino in fondo e prendersi il giusto premio.
Ora è molto più frenetica, l’idea di sentirmi godere la stimola a maggiore impegno e foga.
In effetti il momento è vicino.
Stacco le mani dalla sua testa e lascio che l’orgasmo mi pervada in ogni angolo del corpo.
Lo capisce, sa benissimo come comportarsi, aspira voluttuosa la carne ed al primo schizzo si infila tutto il bastone fino in gola dove sento chiaramente l’angolo che mi stuzzica la punta.
Ormai il terremoto orgasmico percorre feroce il mio corpo e mi abbandono ad un urlo forte e profondo mentre riempio il suo stomaco di succo di maschio.
È difficile quando si hanno questi orgasmi prepotenti restare fermo in piedi e tendo a piegare le gambe ma lei si dimostra ancora all’altezza accompagnando i miei movimenti.
È finito, non smette di succhiare per prendersi anche l’ultima gocciolina e soprattutto permettermi di non interrompere il “post orgasm” che sappiamo bene quanto sia forte e piacevole.
Mi accascio sul letto.
È subito accanto a me e mi offre la bocca da baciare che faccio mia cercando anche il gusto del mio stesso sperma.
è buona la tua sborra… è dolce”.
Le sorrido ed inizio a mia volta a prendermi cura del suo corpo.
Fino ad infilare la testa tra le sue gambe, sa bene che le restituirò il piacere dell’orgasmo.
Quello che non sa ancora è che entro domattina avrà più orgasmi di quello che può immaginare.
Altrimenti non la lascerò andare via.

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