Quell’uomo
è il più bastardo essere che in natura sia mai esistito, ed io me
lo sono trovata affianco…
Legati da un sentimento contorto di forte attrazione verso qualcuno che reputi molto valido ed intelligente ma che ha nello sguardo una scintilla che corrompe in perdizione.
Pericoloso è il bagliore nei suoi occhi.
Troppo intelligente per fregarlo, troppo dittatoriale per piegarlo, troppo astuto per ingannarlo .
Era una serata noiosa ed al locale tra amici si cercava tra alcol e petting di tirar tardi.
Mi avvicino a quell’uomo, che tanto vantava con il suo aspetto mastodontico ed i suoi modi superbi di possedere carattere da vendere, e mi accomodo affianco a lui nell’angolo in disparte al resto del gruppo..
-Cosa bevi? Posso assaggiare?
Accennando un sorriso l’uomo mi passa il suo drink ed avvicina le sue labbra contro il mio orecchio
-Mi offri il secondo posto? Io non sono secondo a nessuno, sopratutto.. perchè dovrei allietarti e salvarti la serata da quel deserto in cui ti sei infilata? Mi deludi se pensi che due moine e fusa possano intrigarmi…
E torcendosi in un ampio stiramento allarga tutto il torace sbadigliando.
Io rimango li, scottata ed stuzzicata di una sua reazione così aspra ad un mio semplice invito di passare un pò di tempo insieme. Perspicace capisco al volo si aspetti da me una reazione dettata dal mio caratterino ed invece sfoggio tutto il mio nobile contegno e calma gli spiego che nessun deserto mi circonda e se mi sono avvicinata a lui era per interesse e attrazione verso di lui non per sfizio
Non credo mi prenda sul serio e abbozza un -ehi con me si gioca a modo mio- pensando così di sbarazzarsi definitivamente di me.
-Quando la pianta di trattarmi con sufficienza e fa caso al mio gesto verso di lei, magari riesce a darmi il La per una splendida sinfonia che potrebbe allietare la nostra silenziosa serata
gli rispondo sciorinando tutta la mia perfidia e maturità.
Ride… immagino rifletta un attimo…
Ma non troppo dato il risultato
Mi sbatte in pieno muso :
Legati da un sentimento contorto di forte attrazione verso qualcuno che reputi molto valido ed intelligente ma che ha nello sguardo una scintilla che corrompe in perdizione.
Pericoloso è il bagliore nei suoi occhi.
Troppo intelligente per fregarlo, troppo dittatoriale per piegarlo, troppo astuto per ingannarlo .
Era una serata noiosa ed al locale tra amici si cercava tra alcol e petting di tirar tardi.
Mi avvicino a quell’uomo, che tanto vantava con il suo aspetto mastodontico ed i suoi modi superbi di possedere carattere da vendere, e mi accomodo affianco a lui nell’angolo in disparte al resto del gruppo..
-Cosa bevi? Posso assaggiare?
Accennando un sorriso l’uomo mi passa il suo drink ed avvicina le sue labbra contro il mio orecchio
-Mi offri il secondo posto? Io non sono secondo a nessuno, sopratutto.. perchè dovrei allietarti e salvarti la serata da quel deserto in cui ti sei infilata? Mi deludi se pensi che due moine e fusa possano intrigarmi…
E torcendosi in un ampio stiramento allarga tutto il torace sbadigliando.
Io rimango li, scottata ed stuzzicata di una sua reazione così aspra ad un mio semplice invito di passare un pò di tempo insieme. Perspicace capisco al volo si aspetti da me una reazione dettata dal mio caratterino ed invece sfoggio tutto il mio nobile contegno e calma gli spiego che nessun deserto mi circonda e se mi sono avvicinata a lui era per interesse e attrazione verso di lui non per sfizio
Non credo mi prenda sul serio e abbozza un -ehi con me si gioca a modo mio- pensando così di sbarazzarsi definitivamente di me.
-Quando la pianta di trattarmi con sufficienza e fa caso al mio gesto verso di lei, magari riesce a darmi il La per una splendida sinfonia che potrebbe allietare la nostra silenziosa serata
gli rispondo sciorinando tutta la mia perfidia e maturità.
Ride… immagino rifletta un attimo…
Ma non troppo dato il risultato
Mi sbatte in pieno muso :
La
vedi quella moretta con il cappello di paglia?
Credo
sia una troietta bisex.
La
voglio.
Stanotte
voglio scopare te e quella puttanella.
Insieme.
Voglio
che passiate la notte sul mio cazzo.
Vediamo
quanto sei brava ad ubbidire.
Portamela,
come sa fare una
brava
cagnetta da riporto.
Tra
un ora, in camera.
Vi
aspetto.
Il
vuoto… l’azzeramento della libido.. parole come fango sulla mia
femminilità….
Sporca e soffocata sento l’oppressione di una sfida che il mio orgoglio non riesce a cancellare…
Rimango in silenzio e rapida scruto con lo sguardo la sala cercando una cretina con il cappello di paglia.
L’uomo mi è affianco non attende ne una risposta ne una mia azione. Lui ha dettato le regole: quello è il gioco o ci stai o sei fuori.
Eccola! Mimetizzata tra l’arredo poco più alta di un divanetto spunta sto cappellino mosso da uno scricciolo di umanoide dalla vaga parvenza di sesso femmina riconoscibile solamente da due protuberanze al torace… si direbbero dei seni, è donna?!?!
Il mio giudizio critico è spietatamente realistico: la ragazza è alta un metro e un cazzo, veste alla garibaldina accentuando ancora di più il suo somigliare a rita pavone negli anni di gloria .
Con quella minima buona coscienza che mi ritrovo potrei scusarla data l’età dei brufoli e dei primi cicli mestruali ma prepotentemente arriva alla memoria quella che io ero nell’età delle pubertà: un’adolescente si, ma l’idiozia non era nel mio dna.
Interrompo bruscamente le mie doti cerebrali e mi muovo come una leonessa che deve dimostrare il suo valore…. La preda non sarà consumata dai leoni ma dalla sua stessa miseria!
Non volto il mio sguardo all’uomo che immagino non si aspetti null’altro che una delusione da me…..Ottimo, potenzia la mia salivazione e sinuosamente ondeggio fino alla vittima!
- Ciaoooo!!!!!
Lei , la ragazza, alza lo sguardo fino ai miei occhi e noto da subito la conferma dei miei giudizi:
?? il vuoto delle facoltà intellettive??
-C..i.a.o?
Risponde con cadenza a domanda.
Sorrido a 32 denti e tono musicale/invitante scandendo bene le sillabe accentuando solo le lettere dentali
- Ciao Bella è tutta sera che ti guardo e ammiro il tuo favoloso capellino, potrei chiederti di prestarmelo un attimo vorrei farmi due foto…per piacereee voglio fare una sorpresa al mio moroso…
Mi rivolgo ad una faccia ebetita
L’ho persa del tutto…la sua mente in questo momento ha due strade prima quella di superare l’emozione di un contatto così assurdo la seconda quella di collegare che una persona vestita molto sofisticata nel chiedergli interessatissima un cappello di paglia non può altro che prenderla in giro…no, non ci arriva.
L’ho persa del tutto.. a domanda rapida/chiara/specifica /diretta serve una risposta celere ..
-si
Ovviamente in tono dubbioso e poco convinto
Serve la mia mano (zampata) per chiudere la preda
- Ohhhhhh Grazieeeee
Sorrido rassicurante e finto ilare nel far crede che quel cappello sia il mio più grande desiderio
La ragazza cade nel mio presentarmi indifesa e tonta e fa gesto di togliersi e offrirmi il copricapo
- No no grazie non te lo rubo vieni con me faccio una foto e te lo rendo subito
Ok mi segue è fatta!
Pochi passi ed arriviamo davanti all’uomo
Intervengo subito spiegando la situazione
- Tokio hai visto che gentile mi impresta il cappellino prepara il cellulare che mi scatti una foto
L’uomo rimane serio. La ragazza (aveva indovinato “Tokio” su una sola cosa ) è troietta e la sento atteggiarsi stimandosi davanti al bell’uomo che ora ha di fronte a se.
Tutta la freschezza e aria sbarazzina esplodono ora nel esser affianco ad una femmina altezzosa e snoobbona come me
Meglio/ perfetto/ ottimo cadete nel mio tranello!!!
Esacerbando un lessico contorto e antico decanto l’agreste bellezza del cappellino e avvolgo la fanciulla di parole dall’ombra invidiosa per la sua persona così sempliciotta … l’uomo “Tokio” non si diverte e non sopporta oltre il teatrino da me inscenato proprio sotto al suo cervello!
Io con lei non ho nulla di cui spartire te ne rendi conto??????
Hai un piatto prelibato se vuoi mangiare cibo per cani mangiatelo da solo!
Sento di aver fatto raggiungere il limite di pazienza ad entrambi e con un:
“ Signori io vi lascio disquisire sulla mia maleducazione e strafottenza perché io sono stronza e voi idioti. Ora volto i tacchi!”
me ne vado a scrivere qualcosa che mi faccia pasticciare le ditina!
Sporca e soffocata sento l’oppressione di una sfida che il mio orgoglio non riesce a cancellare…
Rimango in silenzio e rapida scruto con lo sguardo la sala cercando una cretina con il cappello di paglia.
L’uomo mi è affianco non attende ne una risposta ne una mia azione. Lui ha dettato le regole: quello è il gioco o ci stai o sei fuori.
Eccola! Mimetizzata tra l’arredo poco più alta di un divanetto spunta sto cappellino mosso da uno scricciolo di umanoide dalla vaga parvenza di sesso femmina riconoscibile solamente da due protuberanze al torace… si direbbero dei seni, è donna?!?!
Il mio giudizio critico è spietatamente realistico: la ragazza è alta un metro e un cazzo, veste alla garibaldina accentuando ancora di più il suo somigliare a rita pavone negli anni di gloria .
Con quella minima buona coscienza che mi ritrovo potrei scusarla data l’età dei brufoli e dei primi cicli mestruali ma prepotentemente arriva alla memoria quella che io ero nell’età delle pubertà: un’adolescente si, ma l’idiozia non era nel mio dna.
Interrompo bruscamente le mie doti cerebrali e mi muovo come una leonessa che deve dimostrare il suo valore…. La preda non sarà consumata dai leoni ma dalla sua stessa miseria!
Non volto il mio sguardo all’uomo che immagino non si aspetti null’altro che una delusione da me…..Ottimo, potenzia la mia salivazione e sinuosamente ondeggio fino alla vittima!
- Ciaoooo!!!!!
Lei , la ragazza, alza lo sguardo fino ai miei occhi e noto da subito la conferma dei miei giudizi:
?? il vuoto delle facoltà intellettive??
-C..i.a.o?
Risponde con cadenza a domanda.
Sorrido a 32 denti e tono musicale/invitante scandendo bene le sillabe accentuando solo le lettere dentali
- Ciao Bella è tutta sera che ti guardo e ammiro il tuo favoloso capellino, potrei chiederti di prestarmelo un attimo vorrei farmi due foto…per piacereee voglio fare una sorpresa al mio moroso…
Mi rivolgo ad una faccia ebetita
L’ho persa del tutto…la sua mente in questo momento ha due strade prima quella di superare l’emozione di un contatto così assurdo la seconda quella di collegare che una persona vestita molto sofisticata nel chiedergli interessatissima un cappello di paglia non può altro che prenderla in giro…no, non ci arriva.
L’ho persa del tutto.. a domanda rapida/chiara/specifica /diretta serve una risposta celere ..
-si
Ovviamente in tono dubbioso e poco convinto
Serve la mia mano (zampata) per chiudere la preda
- Ohhhhhh Grazieeeee
Sorrido rassicurante e finto ilare nel far crede che quel cappello sia il mio più grande desiderio
La ragazza cade nel mio presentarmi indifesa e tonta e fa gesto di togliersi e offrirmi il copricapo
- No no grazie non te lo rubo vieni con me faccio una foto e te lo rendo subito
Ok mi segue è fatta!
Pochi passi ed arriviamo davanti all’uomo
Intervengo subito spiegando la situazione
- Tokio hai visto che gentile mi impresta il cappellino prepara il cellulare che mi scatti una foto
L’uomo rimane serio. La ragazza (aveva indovinato “Tokio” su una sola cosa ) è troietta e la sento atteggiarsi stimandosi davanti al bell’uomo che ora ha di fronte a se.
Tutta la freschezza e aria sbarazzina esplodono ora nel esser affianco ad una femmina altezzosa e snoobbona come me
Meglio/ perfetto/ ottimo cadete nel mio tranello!!!
Esacerbando un lessico contorto e antico decanto l’agreste bellezza del cappellino e avvolgo la fanciulla di parole dall’ombra invidiosa per la sua persona così sempliciotta … l’uomo “Tokio” non si diverte e non sopporta oltre il teatrino da me inscenato proprio sotto al suo cervello!
Io con lei non ho nulla di cui spartire te ne rendi conto??????
Hai un piatto prelibato se vuoi mangiare cibo per cani mangiatelo da solo!
Sento di aver fatto raggiungere il limite di pazienza ad entrambi e con un:
“ Signori io vi lascio disquisire sulla mia maleducazione e strafottenza perché io sono stronza e voi idioti. Ora volto i tacchi!”
me ne vado a scrivere qualcosa che mi faccia pasticciare le ditina!
Non
le permetto di allontanarsi.
Mi
alzo oscurando la ancora più disorientata contadinella.
Afferro
LV per un braccio e la tiro a me.
Non
ho rabbia nei movimenti, solo una sana certezza nel gesto.
Per
me parlano i miei occhi, scivolo al suo fianco e la riporto seduta
accanto a me.
Altezzosa
e scocciata si lascia guidare, forse più per la volontà di non fare
scene in un locale pubblico. Incrocia le braccia e fissa rabbiosa la
fanciulla che ormai è oltre che catatonica nel fissarci, decisamente
disorientata ed immobile dal non sapere cosa fare.
Guardo
la ragazza con il cappello e le indico il posto a sedere di fianco a
LV.
Si
siede ubbidiente.
Posso
vederle entrambe, una stupita, l’altra furente.
Alzo
il tono di voce per permettere ad entrambe di sentirmi, “brava
piccola, me l’hai portata”. “Non in camera ma qui, dove di lei
posso farne ben poco”.
Ma
immaginavo anche questa evoluzione, so bene cosa ti ho chiesto e non
sono cosi imbecille.
Hai
fatto bene la tua parte, brava, volevo vederti raccattare la più
disperata qui dentro e l’hai fatto. Adesso so cosa puoi fare per
me.
Ma
ti nego il piacere di liberarti di lei.
Mi
scosto un poco per far capire alla ragazzetta che mi sto rivolgendo a
lei, ed ottengo un suo raddrizzare la schiena per mostrare
maggiormente il petto.
“mia
cara, ho potuto ammirarti da lontano, ho avuto due sensazioni, la
prima che potevi essere una brava puttanella e questo l’ho
constatato, sfortunatamente per te, ha vinto lei e quindi adesso ne
io ne lei sappiamo cosa fare di te, puoi tranquillamente andartene a
fare quello che facevi prima”.
Scuote
la testa, come per ripetersi mentalmente le mie parole cercando il
filo logico di quello che ha sentito e soprattutto capire come
comportarsi.
L’indecisione
è terreno fertile per LV che si volta impietosa come solo le femmine
di razza sanno fare e le sibila cattiva “vattene scema, ci togli
aria”.
La
ragazza si alza confusa e si allontana, mentre fiera ed altezzosa LV
appoggia il corpo al divanetto cercando un punto per non guardarmi in
faccia.
Dolcemente
le prendo il mento con tre dita ed indirizzo il viso verso di me.
Le
sorrido malizioso.
“adesso
so che non sono secondo a nessuno, è stata una bellissima prova e tu
l’hai superata egregiamente.. sarei felicissimo di portarti via con
me stasera”.
Un
lampo percorre i suoi occhi, l’immagino mentre valuta l’ipotesi
di darmi un due di picche per farmela pagare.
Forse
il mio sorriso, forse il mio sguardo, forse solo e semplicemente la
mia forza d’animo la tiene li vicino a me.
Si
rilassa, anche se dentro è un vulcano pronto ad esplodere in mille
parole per rendermi riprovevole uomo degno solo di insulti gratuiti.
Non
le do il tempo.
Appoggio
le mie labbra alle sue, dolcemente deciso, lascio che si scaldino a
vicenda, cercando di far rilassare le sue che vorrebbero vomitarmi
addosso parole mentre sono costrette ad essere circuite amorevolmente
dalle mie.
Nessuna
fretta, imperterrito percorro la strada che ho disegnato per noi,
incurante delle ribellioni che velatamente emergono sulle sue labbra
tese.
Ma
un bacio è l’intimità dell’anima, le parlo di dolcissima forza,
di dominante cura verso la femmina che sento mia.
E
lei è mia.
Sopra
ogni ragionevole dubbio.
Adesso
si va via.
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