martedì 27 febbraio 2007

Cattivo

Sette, perchè parli troppo.
Otto, perchè se credo al lamento ti perdo.
Nove, perchè ne manca uno
Dieci, perchè adesso sei schiava. 
Puoi smettere di guardarmi, leccati il dolore, esaltati della mia forza, godi della possessione.
Non ci sono parole, non ci sono modi per esprimere quello che siamo, uniti nel dolore, nella gioia, nella forza e determinazione.
Un’anima unica ed indissolubile, che ci rende carnefici e vittime.
Insieme.
Non ho finito con te.
Hai desiderato la mia forza oltre ogni limite, vuoi controllare le mie debolezze, vuoi sapere se adorarmi o amarmi.
Ti lascio la frusta da mordere, cosi puoi fartela amica, puoi segnarla con i denti, come lei ha segnato la tua carne.
La tua amata cinghia è per la schiena.
Punirmi cancellando le tue efelidi sulle spalle, cancellando il piacere di ammirare l’opera d’arte della tua pelle maculata.
Spalle arrossate e segnate dal cuoio che colpisce ripetutamente, non contarli questi, non ci puoi riuscire.
Tante sono le volte che il mio braccio scende su di te, ogni volta un lamento, ogni volta una certezza. Ogni volta una nuova consapevolezza.
Quanto amore serve per colpire.
Quanto amore serve per dominare.
Quanto amore serve per adorare.
Quanto amore serve per amare.

Nessun commento: