Caselli
che scorrono rapidamente, un autostrada che conosco e l'orario di
primo pomeriggio è favorevole per una bella corsa. La macchina
macina la strada rapidamente, solo un fastidioso vento scuote
leggermente l'auto. Nulla di più ad impedirmi di scappare per il
danno della settimana.
Capirci
è stato facile, entrambi ci si "annusava" da un po’ di
tempo senza spingere mai a fondo restando su un tono amichevole e
ridanciano, ma i messaggi subliminali c'erano eccome, la voglia ed il
piacere di assaggiarci diventava ogni giorno più insistente fino ad
oggi. Finalmente oggi avrò il piacere di leggere quello sguardo, di
prenderne possesso, perché di entrambi è il desiderio.
Pochi
ordini semplici e maliziosi, niente mutandine, autoreggenti e gonna.
Il
resto lo decidiamo.
Sto
per arrivare, il solito cartellino verde “Uscita 4 KM”, mi sposto
sornione nella corsia centrale per decellerare e faccio partire la
telefonata.
"ciao
tutto ok?"
"Siiiiiiiii"
sto arrivando, il tempo di fare quelle due cose che sai ed ho un po’
di tempo per te"
"bene,
allora ci vediamo in quel bar, entra e vai direttamente in bagno, io
sarò già dentro e ti seguirò".
"
si, va bene, ciao".
Immagino
il bar, immagino lei che non ho mai visto, immagino che succederà,
ma come solito non ho ancora pensato a cosa fare, programmare sembra
impossibile per me, una cosa contro natura, un gesto blasfemo.
Individuo il suo ufficio e li di fianco il bar che mi ha indicato e
chissà perché mi aspettavo un piccolo bar di periferia.
Invece
mi ritrovo catapultato in un bel ritrovo per pranzi di lavoro e
veloci spuntini, il locale avrà circa 130 coperti ovviamente è
gremito e questo non aiuta certo la situazione.
So
già che devo aspettare 30 minuti, tranquillamente mi guardo intorno
e cerco di rendere familiare il nuovo ambiente, il bancone le
cameriere frenetiche per velocizzare i tempi di permanenza degli
avventori, il bagno.
Un
caffé doppio che dura un secolo o meglio, lo faccio durare un
secolo, ma non basta.
Cosa
c’è di meglio dopo un caffè? Mi prendo una tonica, ma i minuti
scorrono lenti mentre attendo, fingo di telefonare per non mostrare
alle cameriere che sono in attesa, potrebbero notarmi e vedermi
entrare poi nel bagno.
Finalmente
arriva, entra e passandomi accanto sfodera un sorriso complice e
senza modificare il passo si dirige verso il luogo convenuto, io
dietro di lei.
Ha
giusto il tempo di togliere il cappotto e sono sulla porta che mi
chiudo a chiave dietro di me. La stanza è classica ma pulita, due
lavelli e un bel piano d'appoggio dove ripone il suo cappotto ed io
il mio, poi sono labbra che si prendono, le lingue si scoprono e
assaporano, il primo approccio è fatto, lascio che si stacchi e
cerco i suoi occhi, cerco di entrare fino alla mente per leggerla e
poi lascio andare la mia mente per dirigere la situazione senza
pensarci su troppo ma vivendo d'istinto.
La
prendo di peso e la faccio sedere sul ripiano, lei cerca di
appoggiare la schiena allo specchio, tiene la testa lontana e la mia
mano automaticamente si porta tra le sue labbra, brutalmente, cerco
di aprirle, pizzico e schiaccio il grilletto, per poi insalivare il
dito e passarlo ripetutamente tra le labbra.
Intanto
le nostre bocche si uniscono di nuovo, intervallate da frasi, parole,
gesti, poi mi chino, fissandola e dicendole "adesso vediamo che
sapore hai".
Non
subito, forse non vuole mostrarmi quanto le piace, cerca di mantenere
un atteggiamento neutro ma il suo sorriso è decisamente accomodante
e mi informa che lo desidera fortemente. Le sta piacendo, non ci si
può sbagliare, come si apre a me e come inizia a sbavare umori, poi
finalmente la testa che si abbandona all'indietro, fino contro lo
specchio. Lecco, morsico, assaggio fino al primo miele che lentamente
mi esplode in bocca dandomi quel gusto che cercavo. Mi alzo, di
scatto per baciarla. Mentre lo faccio infilo delicato ma deciso un
dito in lei e diversamente dalla mia solita posizione lo sposto, come
guidato da un radar fino a trovarle quasi subito il suo punto di
piacere.
Approva
sgranando gli occhi, mi rende un sorriso di stupore mentre mi
conferma che ho trovato subito il punto giusto forse anche stupita da
questo, sinceramente non mi interessa.
Gioco
dentro di lei fissandola, la festosa gioia di sguardi non ci ha
abbandonato ancora e sono sicuro che sarà con noi fino alla fine.
Lascio che il suo respiro scenda, si regolarizzi e mi dispiace quasi
di non averla portata ad urlare di piacere.
Poi
la faccio scivolare giù dal piano dei lavelli per guardarla meglio e
le chiedo di girarsi per osservare il suo corpo, gambe tornite
incastonate su un notevole culo.
Sollevo
la gonna e percepisco che essere esposta ed esibirsi per me la fa
sentire golosamente troia.
Cerca
ancora il mio sguardo riflesso nello specchio, valutando le mie
espressioni per godersi il consenso. La bacio sul collo e sulle
labbra strusciando ancora le dita tra le sue gambe ma desidero
vederla leccare.
Le
sue mani si portano sulla mia cerniera, mentre l'aiuto a sbottonare i
pantaloni, si china e apre le danze.
La
sua lingua stupendamente delicata ma attenta nel muoversi sui punti
giusti è rapida e lenta nel contempo, muovendosi sui ritmi sereni di
nenie hawaiane muovendo la testa quel tanto che serve, cercando
costantemente i miei occhi per leggerci il ritmo da tenere
modificandosi per darmi maggiore piacere.
La
sua bocca calda e vellutata sensualmente accogliente dove vedo
sparire fino in gola tutto il mio giocattolo, avvolgendolo e
massaggiandolo.
Visioni
uniche che sono forti scariche elettriche nella mia mente che
aumentano l'eccitazione e la voglia di andare oltre ma il luogo il
tempo e la stessa situazione ce lo impediscono.
Vedo
le sue gambe riflesse, quella gonna che sale mostrando le
autoreggenti e poi il lembo di pelle, il suo culo perfettamente
modellato dalla gonna che ne esalta la femminilità come la
sensualità e l'erotismo del momento. È davvero brava, docile e
attenta al piacere proprio perché anche suo piacere.
Le
ordino di masturbarsi e la sua mano sinistra corre tra le gambe ma è
un attimo, pochissimi tocchi ed è scossa da un brivido, sottile,
perverso e questo le basta, lascio che tolga la mano anche se lo
spettacolo di vederla godersi mentre mi gode avrei preferito fosse
più lungo ma capisco che il livello era già alto e poco è bastato
a raggiungere il cielo e distrarla dal suo costante lavoro con la
bocca.
Si
avvicina, si avvicina sempre di più il momento del mio piacere, la
guardo e le chiedo se ha voglia di bermi e la risposta la leggo nei
suoi occhi, anche se ci sono state parole mi sono bastati gli
sguardi. Anche lei adesso cambia ritmo, aspira e lecca evidentemente
abbiamo deciso che deve essere adesso, si abbandona finalmente in
ginocchio sul freddo pavimento aprendo le gambe in una posa
stupendamente oscena e sensuale.
Sento
il mio piacere farsi largo e scendere dalla mia mente fino ai miei
lombi e poi ancora più giù pronto ad esplodere. Sono pronto a
lasciarmi andare mentre aiutata dalle mie mani si ritrova spalancata
con la punta contro la gola.
Un
suono gutturale e profondo mi parte dalla mente scivolando sino
all'inguine per poi risalire per esplodere potente e animale in gola,
mentre le stringo i capelli.
I
fiotti escono in successione.
Il
mio corpo è scosso da brividi di piacere, mentre lei si nutre di me
senza perderne nemmeno una goccia, ingoiando ogni stilla della mia
essenza, ogni goccia come ogni sospiro.
Insiste
con la testa trattenuta da me tra le mie gambe, fino alla certezza
che nulla possa esserle sfuggito e ancora da prendere, il mio corpo
si rilassa in lei e solo allora la faccio alzare e senza una parola
la bacio frugando nella sua bocca alla ricerca del mio sapore tenue e
flebile che fatico e ritrovare visto che la maggior parte è
schizzata direttamente in gola.
Quel
risentirmi in lei, quel gusto cosi familiare che ora è anche parte
di lei. Forse un marchio, un segno, forse un prendere possesso.
Mille
possono essere le motivazioni ma poco importa, la cosa unica è la
condivisione.
Il
tempo di complimentarci l'uno con l'altra e cerchiamo quasi a
malincuore di ricomporci ed un bussare insistente alla porta ci
strattona alla realtà, mi infilo in un bagno, per finire di
vestirmi, mentre chi bussava entra ad occupare l'altro bagno,
sgattaiolo fuori e dopo poco mi raggiunge. I suoi occhi brillano come
forse i miei, ci siamo scoperti ed assaporati e probabilmente ci
mangeremo anche in seguito, ma questo folle momento nel bagno delle
donne non lo dimenticheremo.
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