Nessuna
parola tra noi, attendi ordinata.
Bambola
di carne,
lasci
che la mia mente faccia il nostro piacere.
Ho
scelto l’album “songs of faith and devotion” come colonna
sonora.
Lo
trovo adatto a quello che voglio fare.
La
luce vivida e maliziosa di 7 candele,
spinge
la mia perversione nelle stanze più scure.
Non parli e permetti
ai miei comandi di usare il tuo corpo.
Come
creta per il vasaio.
Come
carta per lo scrittore.
Guardo
la borsa,
Prendo
quella da 20 metri.
Bianca,
come il puro, come il sacro.
La
tua schiena, cosi affascinante,
con
quelle lentiggini che la rendono unica.
Mi
prendo le tue braccia e le guido.
Silenzioso.
Attento.
Sereno.
Felice.
Faccio
scivolare centimetri di corda intorno agli arti.
Quel
suono, quasi musicale della pelle che offre punti di scorrimento.
Muovo,
incrocio, avvolgo.
Ogni
passaggio un sospiro, ogni stretta una passione soddisfatta.
Disegno
sulle braccia il quadro nitido nella mia mente.
Gioco
malizioso nelle simmetrie e sviluppo di nuove forme.
Come
un pittore, tramuto la nuda carne in immagine.
Creazione,
genesi, realizzazione.
La
cura ad ogni giro di corda,
amorevole
calore che spinge a nuovi percorsi,
nuove
prospettive,
da
costruire per poi osservare,
gustare.
Giro
dopo giro ecco l’immagine che dalla mente si trasmette alla carne,
alla
nuda realtà.
Ultimi
passaggi, ultime dedizioni.
Adesso
appoggiati lì.
Voglio
poterti osservare in eterno.
Scatti.
Lampi
che squarciano l’intimo buio.
Oggi
respiro il tuo piacere della costrizione.
Oggi
respiri la mia esaltante dominazione.
Oggi
respiriamo il nostro amore.
Domani
potrò notare le imperfezioni.

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